Dalle antiche stampe giapponesi alle tavole di Andrea Pazienza, esiste un linguaggio che non si interrompe: è la forza del segno grafico e l’energia del colore. Che si tratti di un’opera d’arte o del design di un oggetto, questo ‘filo rosso’ ci insegna che un tratto non è mai solo estetico, ma è un modo per prendere posizione e raccontare chi siamo. Il colore e la grafica oggi escono dalle cornici dei quadri per entrare nelle città e nelle case, trasformando lo spazio in un racconto che ci appartiene. Progettare significa quindi dare un senso a ciò che ci circonda, usando il colore non per coprire, ma per rivelare la personalità di un luogo e di chi lo vive.
A Rotterdam, MVRDV usa i colori per tenere viva la memoria della città, a New York, Snøhetta trasforma una biblioteca in un simbolo di rinascita dopo la tempesta e ad Hainan, lo studio TAO accende una scuola con toni
primari per liberare la fantasia dei bambini. In questi progetti, il colore non è una decorazione ma è un gesto civile che regala gioia e senso di appartenenza.
Se la città parla di tutti noi, l’interno di una casa si prende cura invece del singolo. Lo vediamo nel ‘Nest’ di Berlino, dove le pareti sembrano vive grazie a pigmenti naturali, o nello studio di Angelo Sanzone a Modica, dove il blu e il verde aiutano la concentrazione e il silenzio oppure ancora nel ‘Rive Gauche’ di Katz Studio o al ristorante Relleno, dove il colore è la vibrazione che guida le emozioni quotidiane del’utente.
Custodire, riposare, sognare sono invece le parole chiave della selezione prodotto di questo numero, che porta armonia negli angoli più intimi. Un invito a riscoprire il valore del relax attraverso un design che non accetta compromessi, dove la bellezza è, prima di tutto, un modo per stare bene.