L’opera discreta e attualissima di un maestro del design italiano torna al centro della scena
«Ogni tanto si accende una lampadina. Ma a volte abbaglia e basta». Con questa ironia, Gianfranco Frattini amava ricordare che la luce – nel progetto come nella vita – non è mai un guizzo improvviso, ma l’esito di un paziente lavoro di messa a fuoco. Il 2026 segna il centenario della sua nascita (15 maggio 1926 – 6 aprile 2004) e offre l’occasione per rileggere l’opera di uno degli architetti e designer più raffinati, coerenti e silenziosamente radicali del secondo Novecento italiano.
Per tutto l’anno, lo Studio/Archivio Gianfranco Frattini , curato dai figli Emanuela e Marco Frattini, promuoverà un ampio programma di mostre, installazioni, riedizioni, talk e nuove pubblicazioni, con l’obiettivo di ripristinare la profondità e l’attualità del suo pensiero progettuale.

Un progettista versatile tra architettura, interni e industria
Architetto di formazione – laureato al Politecnico di Milano – Frattini ha attraversato con naturalezza scala e materiali: dall’architettura agli interni, dal mobile al lighting design, dall’industria all’artigianato evoluto.
Dopo gli esordi nello studio di Gio Ponti, di cui fu collaboratore e allievo, è tra i fondatori dell’ADI nel 1956 e parte attiva della scena milanese e internazionale. Negli anni Ottanta entra nel comitato direttivo della Triennale di Milano, contribuendo al dibattito culturale sul progetto.
Le sue collaborazioni disegnano una costellazione che include alcune delle più importanti aziende del design italiano: Arteluce, Artemide, Acerbis, Bernini, Cassina, C&B, Fantoni, Gabbianelli, Knoll, Lema, Molteni. Parallelamente firma interni iconici, tra cui l’ Hotel Hilton a Tokyo e Villa Rossini in Brianza.

Il legno come linguaggio: il dialogo con Pierluigi Ghianda
Elemento centrale nella sua ricerca è il rapporto con l’artigianato del legno. Con il maestro ebanista Pierluigi Ghianda Frattini instaura un sodalizio professionale e umano che dura decenni, fondato sulla condivisione di un’idea di qualità fatta di misura, rigore e intelligenza costruttiva. Il risultato è un corpus di opere in cui la semplicità apparente nasconde una complessità tecnica e una sensibilità fuori dal tempo.

Pubblicazioni e identità visiva per il centenario
Tra i capitoli più rilevanti del programma 2026, in primavera uscirà il volume “Gianfranco Frattini Designer”, edito da Silvana Editoriale e curato da Silvana Annicchiarico. Si tratta di un catalogo ragionato, concepito per aggiornare la lettura critica del suo lavoro, mettendo in luce la capacità di tenere insieme industria e bottega, sobrietà e sperimentazione, continuità e invenzione.
L’intero anno, inoltre, sarà accompagnato da un logotipo dedicato, progettato da cccppp.studio, che sintetizza visivamente la misura e la pulizia del suo approccio.

Non una celebrazione nostalgica, ma un invito a rileggere un classico del progetto
Il centenario di Gianfranco Frattini non si configura come una commemorazione retrospettiva, ma come un riattivatore di prospettive contemporanee. La sua opera, discreta e mai gridata, continua a parlare al presente con una chiarezza sorprendente. E come accade ai classici veri, Frattini non abbaglia: illumina.







