Tra le vette dello Utah, un rifugio ski-in/ski-out fonde minimalismo giapponese, acciaio sostenibile e il concetto di abitare senza tempo
Nel cuore del comprensorio sciistico di Powder Mountain, a un’altitudine di 2.700 metri, sorge un’opera architettonica che sfida la rigidità della montagna attraverso la fluidità della carta. Lo studio Sparano + Mooney Architecture ha completato un santuario invernale dove la precisione geometrica incontra la natura selvaggia, traendo una profonda ispirazione dall’arte del kirigami.
A differenza del più noto origami, che prevede solo la piegatura, l’arte del kirigami permette di tagliare e piegare la materia per creare strutture tridimensionali complesse: un concetto che in questa residenza si traduce in volumi che sembrano fluttuare e avvolgersi attorno al paesaggio innevato.

Architettura “piegata”: la facciata in acciaio TEKKō™ con l’arte del kirigami
L’elemento distintivo del progetto è senza dubbio il suo rivestimento esterno. Il team di architetti ha scelto l’acciaio TEKKō™, un composito di acciaio e zinco altamente resistente alla corrosione, perfetto per resistere agli agenti atmosferici estremi dell’alta quota.
Proprio come in un foglio di carta lavorato secondo l’arte del kirigami, il metallo viene piegato e modellato attorno ai livelli superiori della casa e lungo la corte interna. Le giunture a vista si trasformano in angoli netti, alternando pannelli opachi a sezioni perforate che giocano con la luce naturale, offrendo un senso di leggerezza visiva a una struttura altrimenti imponente.


Interni curati: tra cemento polito e legni pregiati
All’interno, la casa riflette il gusto eclettico ma rigoroso dei proprietari, amanti del design giapponese. La palette materica si presenta con:
- Abete di Douglas (Hem-Fir): utilizzato come finitura primaria per riscaldare l’atmosfera.
- Rovere Bianco: per le armadiature su misura.
- Granito Nero e Cemento Polito: per i piani di lavoro e i pavimenti, garantendo durabilità e uno stile minimalista.
Un’eccezione preziosa è rappresentata dall’area onsen, dove pareti e soffitti sono rivestiti in legno di cedro, scelto per il suo aroma terapeutico, abbinato a pavimenti in piastrelle di pietra che richiamano le antiche terme orientali.


Design democratico e longevità: l’abitare multigenerazionale
Oltre all’estetica, il progetto affronta il tema dell’aging in place (invecchiare in casa). Grazie all’integrazione di un ascensore che collega il garage ai livelli principali, la casa è pronta ad accogliere i proprietari in futuro o i loro genitori anziani.
Il layout è studiato per la massima privacy:
- Livello superiore: una suite padronale con terrazza privata e doccia a vapore, separata dal resto della casa da un dislivello di circa un metro e mezzo.
- Livello inferiore: spazi per gli ospiti, due camere da letto e una “bunk room” (stanza con letti a castello) in acciaio annerito per i più giovani.
- Area living: una cucina “open” senza pensili o strutture sospese, progettata per mantenere un flusso energetico ininterrotto e viste spettacolari sulle piste.



Sostenibilità ad alta quota
Costruire a 8.800 piedi d’altezza ha richiesto soluzioni ingegneristiche avanzate. La casa è alimentata interamente a propano con un sistema di riscaldamento radiante ad alta efficienza. Le facciate esposte a sud sono protette da ampi aggetti per controllare l’irraggiamento, mentre la ventilazione naturale è garantita da finestre posizionate strategicamente per il raffrescamento estivo.
L’impatto sul paesaggio è minimo: l’edificio si inserisce sul lato nord-ovest dei tracciati sciistici, lasciando il lato est libero per lo stoccaggio della neve, rispettando così i ritmi e le necessità dell’ecosistema montano.
Ph Erin Cullerton





