Marrimor ad Alcova 2026

L’inaspettato è di casa: il design scultoreo di Marrimor ad Alcova 2026

Lo studio di Vancouver ha ridefinito il lusso materico con la collezione “In Good Company” tra le mura dell’ex ospedale di Baggio

L’edizione della Milano Design Week 2026 è stata capace di riservare grandi sorprese, e tra i protagonisti più discussi c’è stato sicuramente lo studio Marrimor ad Alcova 2026. Il duo canadese, composto da Tanja Breadner e Lauren Bugliarisi, ha saputo trasformare lo spazio S12 dell’Edificio Stecca 8 in un microcosmo di eleganza irriverente, presentando la collezione “In Good Company”.

Giunto alla sua terza partecipazione milanese, lo studio ha confermato la propria cifra stilistica: un equilibrio perfetto tra forme giocose e una rigorosa disciplina compositiva.

Materiali in ruoli inediti: la magia di “In Good Company”

Il successo di Marrimor ad Alcova 2026 risiede nella capacità di aver dato nuovi ruoli a materiali familiari. I visitatori hanno potuto ammirare pezzi che sfidano la percezione tattile:

  • Concerto Console: qui la ceramica non è decorazione, ma struttura portante, reinterpretando un materiale antico in chiave brutalista e chic.
  • P2 Coffee Table: avvolto nel cuoio con la precisione di un guanto, ridefinisce il concetto di superficie rigida.
  • Notch Sectional: un divano generoso che, grazie a tagli geometrici inaspettati, perde ogni pesantezza visiva.

La palette cromatica, fatta di toni saturi ma profondi, ha creato un’atmosfera drammatica che ha dialogato perfettamente con l’architettura decadente del complesso militare di Baggio.

Una visione condivisa: il processo creativo di Marrimor

Dietro ogni pezzo esposto da Marrimor ad Alcova 2026 c’è un processo di “collisione creativa”. Le fondatrici spiegano che le idee nascono spesso da un dibattito acceso: “A volte discutiamo, a volte ci sorprendiamo, ma alla fine emerge una terza idea che nessuna di noi avrebbe raggiunto da sola”.

Questa tensione intellettuale si traduce in oggetti che non sono semplici mobili, ma “personaggi” capaci di abitare la stanza con una forte personalità. L’obiettivo dichiarato — e raggiunto — non era solo creare oggetti funzionali, ma momenti di pausa e meraviglia.

L’eredità della Design Week

L’installazione è stata l’espressione più completa dell’evoluzione dello studio. I pezzi della collezione “In Good Company” hanno dimostrato che il design da collezione può (e deve) includere l’umorismo e il colore senza perdere in raffinatezza. Archiviata la settimana milanese, lo studio torna a Vancouver con la conferma che la loro voce distintiva è ormai un punto fermo nel panorama internazionale.

Ph Nathalie Krag

Ultimi articoli

Magazine

Guarda la preview degli ultimi numeri delle nostre riviste!

Articoli correlati