CHIHULY: Venice 2026

Il riflesso del vetro sul Canal Grande: Dale Chihuly incanta Venezia con sculture monumentali

A trent’anni dallo storico progetto “Chihuly Over Venice”, l’artista di fama mondiale torna in laguna con tre nuove installazioni giganti e una mostra d’archivio imperdibile

Venezia si prepara a riabbracciare uno dei maestri più iconici dell’arte contemporanea. Dal 5 maggio al 14 novembre 2026, in concomitanza con la Biennale d’Arte, la città ospiterà CHIHULY: Venice 2026, un evento diffuso che celebra il legame indissolubile tra l’artista Dale Chihuly e la tradizione vetraria lagunare.

Il progetto, presentato dalla Pilchuck Glass School e dal Frederik Meijer Gardens & Sculpture Park, non è solo una mostra, ma un dialogo aperto con l’acqua e l’architettura veneziana. Cuore pulsante dell’iniziativa sono tre sculture monumentali installate lungo il Canal Grande, visibili dal Ponte dell’Accademia, che trasformano il paesaggio urbano in una galleria a cielo aperto.

CHIHULY: Venice 2026

Le tre torri di vetro sul Canal Grande

Le opere presentate per CHIHULY: Venice 2026 rappresentano l’apice della sperimentazione tecnica dell’artista:

  • Gold Tower: situata nel giardino di Palazzo Franchetti, questa torre di 9,5 metri brilla di sfumature dorate e color miele, catturando la luce del sole in un bagliore stratificato.
  • Blue Green Tower: posizionata a Palazzo Balbi Valier, gioca su transizioni cromatiche tra i blu profondi della base e i verdi smeraldo della sommità, creando un chiaroscuro naturale che muta durante il giorno.
  • End of the Day Chandelier: sulla terrazza di Palazzo Querini alla Carità, un’esplosione di viticci e spirali colorate rende omaggio alla tradizione dei maestri vetrai, sospeso in una tensione vibrante sopra l’acqua.
CHIHULY: Venice 2026

Archivio e ricerca a Palazzo Loredan

Oltre alle installazioni monumentali, il progetto CHIHULY: Venice 2026 si completa con una sezione archivistica presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Curata da Suzanne Geiss, la mostra a Palazzo Loredan ripercorre attraverso fotografie, fax originali e appunti di produzione il dietro le quinte del leggendario viaggio del 1996.

Tra i pezzi forti dell’esposizione spiccano i Golden Celadon Baskets, opere che sfidano la precisione tecnica di Murano abbracciando l’asimmetria e il cedimento della materia, segni distintivi dell’approccio americano di Chihuly.

L’evento CHIHULY: Venice 2026 si preannuncia come uno dei momenti più suggestivi dell’anno, unendo la fragilità preziosa del vetro alla potenza monumentale delle forme, sotto lo sguardo attento di una città che, da secoli, vive di luce e riflessi.

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