#Designgoeson: Filippo Santambrogio, Viva Porte e la Cina

#Designgoeson: Designdiffusion.com ha parlato con Filippo Santambrogio, amministratore delegato di Viva, di emergenza sanitaria, comunicazione on line e Cina

Una storia che apre prospettive diverse per il futuro, in relazione all’attuale crisi mondiale. Viva, azienda con sede in Brianza, ha concluso un accordo di distribuzione con Casa Jolie in Cina il 10 marzo, in piena emergenza sanitaria da Covid-19. Abbiamo parlato con Filippo Santambrogio di questo accordo e del futuro oltre la crisi.

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Come siete riusciti a siglare un accordo così positivo in piena emergenza sanitaria da Covid-19?

L’accordo con Casa Jolie è la conclusione di un percorso già cominciato da tempo. Certo, le nuove tecnologie oggi aiutano molto. Grazie alle  piattaforme tecnologiche, che abbiamo implementato da diversi anni, possiamo comunicare continuamente con il mondo, e abbiamo potuto continuare a lavorare in telelavoro, da casa, senza subire interruzioni. La struttura commerciale è già strutturata per offrire consulenza e lavorare a distanza, e in questa situazione abbiamo semplicemente potenziato la piattaforma.

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Viva ha una forte vocazione internazionale. Come pensa che possa influire l’emergenza sanitaria, sul vostro export?

Noi stiamo attivando tutte le forme di comunicazione che le nuove tecnologie offrono, per mantenere vivi contatti e assistenza. Grazie allo smart working e all’organizzazione del lavoro, che ci consente di rispettare le norme sanitarie con facilità, stiamo continuando a lavorare. Anche perché non sono chiusi proprio tutti i Paesi, quindi ci sono alcune aree in cui è ancora tutto in funzione, e clienti che aspettano prodotti. Dopotutto, noi esportiamo il 70% del nostro fatturato.

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Viva Porte, i viaggi e le fiere: quale futuro?

Il blocco dei viaggi, comunque, non vi ha impedito di siglare un accordo di distribuzione in Cina. Pensate che il mercato cinese ripartirà in fretta?

La Cina sta ripartendo, già da un paio di settimane. Con molta lentezza e circospezione, certo, ma i negozi hanno riaperto quasi tutti, bar e ristoranti possono aprire rispettando le regole, e così via. La Cina è un Paese di grandi dimensioni con un mercato potenziale molto interessante, sul lungo termine si rivelerà un ottimo investimento, e una ottimo mercato per il made in Italy.

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Non pensa che le limitazioni a viaggi e spostamenti incideranno sullo sviluppo?

Sicuramente ci sono molte cose che andranno ripensate. La comunicazione on line, a distanza, potrà essere di molto aiuto. Senza comunicazione a distanza, non avremmo siglato la distribuzione con Casa Jolie. Inoltre, abbiamo allo studio altre, diverse, attività per comunicare, su cui stiamo riflettendo e lavorando. Per quest’anno, quasi tutte le fiere importanti sono ormai posticipate, e molte sono già saltate all’anno prossimo, per cui è necessario inventarsi qualcosa di nuovo.

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Tuttavia, un grosso interrogativo è cosa succederà alle fiere, sul medio-lungo termine. Potremo davvero farne a meno? Io non ne sono così convinto. Se è vero che molte pratiche possono essere snellite e spesso non hanno bisogno di contatto fisico, la fiera, il poter toccare e vedere un prodotto, secondo me non sono ancora sostituibili. E anche il contatto umano, sarà necessario, è difficile pensare di poterne fare a meno.”

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