ADI Design Museum: un nuovo centro per il design a Milano

Il 25 maggio 2021 si è inaugurato ufficialmente il nuovo ADI Design Museum, che espone i premi Compasso d’Oro dal 1954 in avanti

Il nuovo ADI Design Museum, che inaugura oggi a Milano, è un progetto che riqualifica un intero quartiere, e apre un nuovo capitolo nell’offerta culturale di Milano. Con oltre 5.000 metri quadrati di superficie, di cui 3.000 riservati alle aree espositive, è uno dei più grandi musei d’Europa dedicati al design. ADI Design Museum, infatti, ha una collezione di oltre duemila pezzi, che si arricchisce di nuove acquisizioni a ogni edizione del premio, e l’area espositiva ospiterà varie mostre tematiche a rotazione.

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Piazza Compasso d’Oro, con l’ingresso dell’ADI Design Museum. Foto courtesy ADI Design Museum

Una vastissima collezione di design

Oltre all’importanza della collezione di pezzi e oggetti, sedimentati dal 1954 a oggi, il nuovo ADI Design Museum, insieme alla nuova sede ADI-Associazione Disegno Industriale, ha un ruolo di rilievo nella riqualificazione di un’area di Milano. L’edificio ADI, infatti, occupa un intero isolato di un’ex-area industriale, all’incrocio tra via Ceresio e via Bramante. Il progetto di recupero dell’immobile, a cura degli architetti Giancarlo Perotta e Massimo C. Bodini, con la direzione lavori di Carlo Valtolina, dello studio Archemi, ha lasciato sostanzialmente intatta la geografia del luogo urbano, intervenendo con un restauro dei corpi di fabbrica esistenti.

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ADI Design Museum, Manifesto. Foto: Martina Bonetti, courtesy ADI Design Museum

L’intera area, oggi, è recuperata quasi per intero, e l’edificio ADI può approfittare di nuovi ingressi, e di una piazza intitolata al Compasso d’Oro, in corrispondenza di via Ceresio 7. La conclusione positiva di un percorso iniziato nel 2011, con la presidenza ADI di Luisa Bocchietto, continuato con l’attuale presidenza, di Luciano Galimberti, e il contributo del Comune di Milano, della Regione Lombardia, dello Stato e della Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro. Oltre al museo, l’area ospita gli uffici ADI e Fondazione ADI, sale riunioni, la biblioteca e l’archivio storico dell’ADI (che raccoglie oltre sessant’anni di documenti storici del design italiano). E poi, naturalmente, una libreria specializzata, e una zona dedicata alla ristorazione.

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Officina Design Shop, Electa. Foto courtesy ADI Design Museum

ADI ha coinvolto nel progetto diversi professionisti, distribuiti tra le varie aree. Studio Cerri, Massimo Curzi, Gianni Filindeu, Carlo Forcolini e Marco Romanelli hanno progettato allestimenti di varie mostre, mentre Marco Ferreri ha progettato caffetteria e bookshop.  Lo Studio Origoni Steiner si è occupato dell’installazione permanente all’ingresso del museo dedicata alla sezione aurea, e Giulio Ceppi della cura dell’accessibilità alle fasce più deboli.

Il progetto del nuovo ADI Design Museum

Un concorso nazionale ha selezionato gli architetti che si sono occupati del progetto dell’allestimento e della brand identity: lo studio Migliore+Servetto e Italo Lupi. Il progetto di ADI Design Museum si basa sul concetto di “museo narrante”: un centro culturale aperto al grande pubblico, che introduce alla conoscenza del design attraverso gli oggetti premiati con il Compasso d’Oro nel corso degli ultimi 70 anni.

Scopri tutti i premiati al Compasso d’Oro 2020

Mara Servetto, dello studio Migliore+Servetto, ha raccontato che l’allestimento si è ispirato a principi di sostenibilità. I materiali sono ridotti all’osso, con pannelli divisori da 2 cm di spessore, da legno riciclato, e metalli riciclati. Una cornice sottile e poco invadente, attorno a un racconto corposo, formato dai 350 Premi. Ogni stanza contiene diversi prodotti, narrati con il prodotto stesso, schizzi, immagini e materiale di contorno. L’allestimento così concepito, consente di immergersi negli approfondimenti, per un’esperienza “immersiva, ma analogica”.

Allestimento, progettato dallo studio Migliore + Servetto. Foto: Martina Bonetti, courtesy ADI Design Museum

Accanto alla collezione permanente, il museo ospita mostre tematiche, e laboratori per giovani, e bambini in età scolare (Junior Design Lab, per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni).

Junior Design Lab. Foto: Martina Bonetti, courtesy ADI Design Museum

Il design per la rigenerazione urbana

Quello di oggi, è un evento davvero importante. È il riconoscimento ufficiale che la produzione e la vendita di oggetti di uso quotidiano generano cultura, oltre che ricchezza per l’economia. Un’ulteriore presa di coscienza, se ancora ce ne fosse bisogno, che la parola “design” ha ancora un significato.

ADI Design Museum è la conferma di questo: un luogo urbano, un centro di cultura, un motore di rigenerazione. Lo sviluppo di un percorso nato 70 anni fa dall’idea di premiare gli oggetti di uso quotidiano più apprezzati dal pubblico, ed evoluto fino a diventare un simbolo della città in Milano. Simbolo forse non lo è ancora, per quello ci vorrà più tempo, ma intanto c’è, ed è lì per restare. [Roberta Mutti]

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