Oltre il mobile: quando il sistema diventa struttura. Nel Padiglione 22, Caccaro trasforma l’arredo nella spina dorsale dell’abitare moderno
Il Salone del Mobile 2026 segna una tappa fondamentale nel percorso di Caccaro, che torna a Milano portando ai massimi livelli il concept No-Wall House. Sotto la guida creativa dell’art director Monica Graffeo, l’azienda padovana spinge la propria ricerca verso una fusione totale tra arredo e architettura, dimostrando come i propri sistemi possano finalmente sostituire le pareti tradizionali.

Quando l’arredo si fa struttura
In questa nuova evoluzione, il prodotto non è più un semplice complemento, ma diventa il vero protagonista della scena. L’allestimento si libera progressivamente dai vincoli di soffitti e pareti per prendere forma attraverso elementi autoportanti. Le composizioni firmate Caccaro fungono da architravi e spina dorsale dello spazio, definendo ritmi, funzioni e percorsi senza bisogno di opere murarie.
L’ispirazione affonda le radici nel concetto di modulo abitativo, un tema caro alla storia dell’architettura che oggi trova una risposta concreta e fluida. Non sono i muri a dettare i confini, ma i sistemi stessi che si snodano in una sequenza di scene domestiche, suggerendo connessioni naturali tra i diversi ambienti della casa contemporanea.


Un’esperienza da spettatori del design
Il layout dello stand è stato pensato per coinvolgere il visitatore in modo inedito:
- Il Perimetro-Platea: lungo i bordi dell’esposizione, il pubblico può osservare le soluzioni abitative come se si trovasse a teatro.
- Le Micro-Lounge: piccole aree relax accolgono professionisti e appassionati, permettendo loro di accomodarsi e diventare spettatori attivi di un abitare sempre più aperto, dinamico e privo di barriere.
Caccaro al Salone del Mobile 2026 invita architetti, designer e visitatori a scoprire questa nuova dimensione dell’abitare presso lo stand A21 del padiglione 22.





