In occasione della Milano Design Week appena conclusa, il brand italiano ha presentato “GLOW”, un percorso emozionale tra architettura, design e trasparenze
La luce non è solo un elemento funzionale, ma un linguaggio capace di trasformare lo spazio e l’architettura. Tra i protagonisti che hanno lasciato il segno alla Milano Design Week appena conclusa, spicca QU, che nel cuore di Brera ha messo in scena una visione luminosa capace di incantare il pubblico internazionale del Fuorisalone.
Con l’affascinante allestimento curato in Via Cernaia 7, all’interno del giardino segreto di un tipico palazzo borghese, QU ha presentato il suo quinto capitolo espositivo. Un’installazione che ha saputo fondere l’alto artigianato del vetro con la tecnologia LED più avanzata del brand.

GLOW – Light in Transparency: un viaggio sensoriale
Il concept dietro l’allestimento, intitolato GLOW – Light in Transparency, è nato dalla collaudata sinergia tra l’azienda ravennate e l’art director Aldo Parisotto (dello studio Parisotto+Formenton Architetti). Il percorso espositivo si è snodato tra un cortile nascosto, una lounge interna e una serra vetrata, creando un dialogo continuo tra intimità domestica e natura.
Il protagonista assoluto dello spazio è stato il vetro. Questo materiale antico ha incontro la precisione tecnica di QU, arricchendo il catalogo del brand con sofisticate trasparenze, texture cannettate e forme organiche pensate per diffondere la luce in modo morbido e stratificato.
All’ingresso, i visitatori sono stati accolti da un’oasi di pace: un paesaggio essenziale di totem in pietra per l’outdoor e un grande deck in legno attorno a una magnolia secolare, che invitava a rallentare e a connettersi con lo spazio.


I nuovi prodotti presentati: tra outdoor d’autore e interni scultorei
KIMADO: l’architettura del vuoto (Design Philip Adiutori)
Nel suggestivo scenario del giardino ha fatto il suo debutto KIMADO, un sistema di illuminazione outdoor realizzato in alluminio tornito dal pieno. La particolarità di questa collezione risiede nel concetto di “trasparenza visiva”: uno spazio vuoto all’interno del corpo lampada alleggerisce il volume del totem, trasformando il vuoto in un elemento di design attivo dove la luce stessa diventa architettura. Disponibile nelle versioni Sospensione, Bollard, Paletto e Wall, KIMADO modula fino a tre sorgenti luminose.


DRESS ME GLASS: evoluzione decorativa
All’interno della serra vetrata — uno spazio ibrido tra interno ed esterno — una scenografica installazione a grappolo di lampade DRESS ME fluttuava sopra una vasca d’acqua, giocando con riflessi e increspature. Quest’anno, la storica collezione tecnica si è evoluta in chiave decorativa introducendo diffusori in vetro soffiato. La nuova gamma include cilindri in vetro cannettato trasparente, forme a goccia in tre altezze e complessi doppi cilindri obliqui che sovrappongono superfici satinate e trasparenti.

BRILLO CASTELLO MAGNUM: presenza scultorea (Design Parisotto+Formenton)
Spostandosi all’interno, la lounge accoglieva gli ospiti come la lobby di un hotel di lusso, dominata dall’evoluzione del primo storico chandelier firmato per il brand. Brillo Castello Magnum si presenta come un’imponente sospensione a bracci ricurvi disposti su livelli sfalsati, con ben 104 sorgenti LED ad alta resa cromatica e diffusori in vetro sabbiato. La collezione introduce anche la raffinata versione da parete Wall, per un punto luce verticale compatto ma di grande impatto.


Indoor, Outdoor, Bespoke
Il successo riscosso durante la settimana del design risiede nella capacità di esprimere perfettamente la mission di QU: offrire un linguaggio progettuale coerente e continuo in qualsiasi ambiente. Proponendo corpi illuminanti che passano senza sforzo dall’interno all’esterno, l’azienda ha dimostrato come l’innovazione industriale possa mettersi al servizio della memoria della materia, regalando al design contemporaneo una nuova e profonda dimensione emotiva.





