Serpentine Pavilion 2026

Curvare lo spazio: il gioco di mattoni e luce di LANZA atelier a Londra

Il nuovo padiglione estivo delle Serpentine Galleries reinterpreta la tradizione del giardino inglese attraverso una struttura fluida, permeabile e aperta alla collettività

Ogni anno, l’appuntamento estivo nei Kensington Gardens di Londra ridefinisce i confini dell’architettura temporanea internazionale. Per l’estate 2026, la prestigiosa commissione ha visto protagonista lo studio messicano LANZA atelier, fondato nel 2015 da Isabel Abascal e Alessandro Arienzo. L’opera, intitolata emblematicamente “a serpentine”, accoglierà i visitatori fino 25 ottobre 2026, trasformando il prato londinese in un laboratorio a cielo aperto di connessione e dialogo.

La scelta di quest’anno, guidata da un panel d’eccezione che include il CEO Bettina Korek, il Direttore Artistico Hans Ulrich Obrist e l’architetto Sou Fujimoto come special advisor, conferma l’obiettivo storico del festival: dare spazio a progettisti emergenti e di fama internazionale per la loro prima opera compiuta nel Regno Unito.

La geometria dell’incontro: il muro “Crinkle-Crankle”

Il cuore concettuale del progetto risiede nella reinterpretazione di un elemento tipico della tradizione architettonica britannica: il muro crinkle-crankle, una struttura in mattoni dall’andamento sinuoso e ondulatorio. Nata nell’antico Egitto e introdotta in Inghilterra dagli ingegneri olandesi, questa particolare forma curvilinea garantisce stabilità laterale alla struttura richiedendo, paradossalmente, meno mattoni rispetto a un muro rettilineo.

Il Serpentine Pavilion 2026 adotta questa sinuosità per il suo muro sud, creando un evidente richiamo visivo alla forma del vicino Serpentine Lake. Tuttavia, l’intento di LANZA atelier non è dividere, bensì unire. Attraverso la ripetizione ritmica di colonne di mattoni, le pareti passano continuamente dall’opacità alla trasparenza. Il muro cessa così di essere un limite visivo o una barriera per diventare un dispositivo di connessione, permettendo agli sguardi di attraversare lo spazio e invitando le persone a muoversi liberamente al suo interno.

Dialogo materico e arredi su misura

La scelta del mattone come materiale primario non è casuale. I progettisti hanno voluto attivare un dialogo cromatico e materico con la facciata in mattoni della vicina Serpentine South Gallery, originariamente costruita come padiglione del tè nel 1933-34. Al di sopra di questa matericità terrosa si innesta un tetto traslucido e leggero, che poggia delicatamente sulle colonne come una chioma artificiale, filtrando la luce e l’aria e dissolvendo il confine tra interno ed esterno.

L’approccio olistico dello studio si riflette anche negli arredi. LANZA atelier ha infatti disegnato una linea di sedie e sgabelli realizzati localmente in legno duro di sapele. Questi elementi flessibili possono essere riconfigurati in diverse curve per assecondare le esigenze dei visitatori. Inoltre, l’esperienza del Serpentine Pavilion 2026 si estende sul prato meridionale grazie a una lunga panchina sinuosa, pensata per stimolare la sosta e l’interazione spontanea all’aria aperta. Per l’occasione, lo studio ha firmato anche uno sgabello in edizione limitata ispirato ai semi del coco de mer, i cui proventi sosterranno direttamente i programmi culturali dell’istituzione.

Serpentine Pavilion 2026

Serpentine Pavilion 2026: un palinsesto di eventi e performance live

Più che un semplice oggetto architettonico, il Serpentine Pavilion 2026 è concepito come uno spazio civico vibrante: bar e luogo d’incontro di giorno, forum di dibattito e intrattenimento di sera. Durante i mesi di apertura, la struttura ospiterà la rassegna sperimentale Park Nights, curata da Claude Adjil, con appuntamenti dedicati alla musica, alla poesia e alla danza.

Per chi desidera approfondire la genesi dell’opera, sono previsti i Saturday Talks, speciali visite guidate condotte dai curatori Liz Stumpf e Tamsin Hong (in programma il 25 luglio, 29 agosto e 10 ottobre 2026). I visitatori possono inoltre accedere ai contenuti multimediali e all’introduzione degli architetti tramite la guida digitale gratuita sull’app Bloomberg Connects, fruibile direttamente in loco grazie al Wi-Fi pubblico della galleria.

Foto Iwan Baan

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