Il maestro del Tropical Modernism e l’arte di progettare in armonia con la natura
L’architettura contemporanea riscopre le sue radici sensoriali ed ecologiche attraverso il lavoro di uno dei più grandi maestri del Novecento. Quest’autunno, gli spazi espositivi del celebre campus tedesco accolgono una mostra straordinaria dedicata al padre dell’architettura dello Sri Lanka.
Dal 26 settembre 2026 al 28 febbraio 2027, il Vitra Design Museum presenta “Geoffrey Bawa: Architecture for the Senses”. La retrospective raccoglie oltre 250 reperti, tra cui disegni originali, modelli, arredi e fotografie d’epoca, offrendo un’immersione totale nell’universo progettuale dell’architetto ceylonese.

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Dalla legge alla matita: la nascita di un linguaggio unico
Geoffrey Bawa (1919–2003) inizia la carriera di architetto dopo una prima esperienza come avvocato e la laurea all’Architectural Association di Londra nel 1957. Nonostante l’esordio tardivo, Bawa diventa rapidamente la voce guida della progettazione nello Sri Lanka post-indipendenza.
Il suo stile integra i principi del modernismo occidentale con la ricca storia artigianale e materiale locale. Tra le sue opere più iconiche figurano:
- La tenuta con giardino di Lunuganga (1948–2003)
- Il Bentota Beach Hotel (1966–69)
- Lo spettacolare Kandalama Hotel (1991–94)
- La sede del Parlamento dello Sri Lanka

Lanka. Photo: Iwan Baan, 2026

Paesaggio e materia: un’esperienza sensoriale dello spazio
Per Bawa l’architettura si rivela attraverso l’esperienza diretta e non può essere spiegata solo con la teoria. Le sue strutture non sono volumi statici, ma narrazioni spaziali prive di barriere con l’ambiente circostante.
I suoi edifici integrano rocce affioranti, rilievi del terreno e alberi secolari nei volumi abitativi. Questo approccio organico emerge chiaramente in progetti come il Polontalawa Estate Bungalow e la Jayewardene House, dove la natura monumentale dello Sri Lanka diventa protagonista della composizione.

Artigianato locale e valore sociale
Un punto centrale del percorso espositivo al Vitra Design Museum riguarda le collaborazioni di Bawa con artisti locali come Ena de Silva, Laki Senanayake e Barbara Sansoni. I loro pannelli batik, le sculture e i tessuti integrati nell’architettura hanno sostenuto l’economia locale, trasformando i cantieri in vere imprese sociali.

Un’eredità sostenibile che guarda al futuro
Definito spesso come il pioniere del Tropical Modernism, Bawa ha sviluppato una visione molto più complessa e stratificata. La sua attenzione all’ecologia, alla sostenibilità e al contesto culturale rende la sua lezione visiva estremamente attuale per le sfide progettuali contemporanee.
L’allestimento dell’esposizione, curato dall’architetta Lina Ghotmeh, trasforma il museo in un ambiente sensoriale ed emozionante. Dopo la prima tappa in Germania presso il Vitra Design Museum, la mostra itinerante raggiungerà il museo M+ di Hong Kong a partire da giugno 2027.





