#Designgoeson: Alberto Lualdi e la comunicazione on line

#Designgoeson: Designdiffusion.com ha parlato con Alberto Lualdi, Amministratore Delegato di Lualdi Porte, di come andare oltre l’emergenza, grazie alle nuove tecnologie

Come avete organizzato la produzione e l’attività degli uffici, per superare l’emergenza sanitaria Covid-19?

Già una settimana prima che arrivasse il decreto governativo che ha disposto la chiusura delle attività non essenziali, avevamo deciso di chiudere il reparto produttivo, per salvaguardare la salute dei nostri dipendenti.  Anche se avevamo già adottato tutte le misure di sicurezza, con il distanziamento, le mascherine, il controllo della febbre all’ingresso, lo scaglionamento all’entrata per evitare assembramenti, ci siamo sentiti più tranquilli con la sospensione dell’attività produttiva. Poi il decreto l’ha stabilito, e non abbiamo fatto altro che prolungare la chiusura. Nel frattempo, abbiamo eseguito anche la sanificazione degli ambienti, soprattutto delle aree in cui c’erano più contatti tra le persone, come l’area caffè, mensa, spogliatoi.

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Alberto Lualdi, foto Giulia Virgara

Inoltre, abbiamo organizzato gli uffici per poter lavorare a distanza, affinché amministrazione, commerciale e marketing potessero continuare a funzionare regolarmente. Grazie agli strumenti tecnologici, riusciamo ad essere costantemente in contatto con la forza vendita, che dev’essere aggiornata in tempo reale sullo stato delle cose. In momenti come questi, è importante tenere vivo il rapporto con i collaboratori, che non devono sentirsi abbandonati, e devono sapere cosa sta facendo l’azienda per cui lavorano.

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Porta Compass 55, sistema Rasomuro di Lualdi

In tutto questo, stiamo anche scoprendo che le nuove tecnologie consentono davvero di snellire il lavoro, e di organizzare incontri senza la necessità di muoversi. Infatti, stiamo pensando alla possibilità di integrare nuove modalità di lavoro e forme più tradizionali, anche dopo che l’emergenza sarà finita.

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Appartamento nelle residenze Libeskind, a Milano City Life. Foto Beppe Raso

L’emergenza sanitaria e il Salone del Mobile di Milano

Che misure pensate di adottare, per sostituire il Salone del Mobile di Milano, posticipato al 2021? 

Con la situazione attuale, penso che la cancellazione del Salone del Mobile 2020, fosse l’unica scelta possibile. Ora, bisogna andare avanti, e capire come sostituire quest’appuntamento fondamentale, per l’anno in corso. Naturalmente, non è possibile sostituire il Salone del Mobile di Milano, non tanto per la fiera in sé, quanto per l’indotto che genera. Tuttavia, la comunicazione virtuale, in qualche modo ci potrà aiutare. Noi, come Lualdi, stiamo studiando diverse possibilità, per rimanere in contatto con clienti e pubblico, usando al meglio le nuove tecnologie. Si tratterà anche di inventare nuove forme di comunicazione, non solo per rimanere in contatto, ma anche per presentare i prodotti.

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Sistema di porte e pareti L7 PLus, di Lualdi

Sulla vendita on line di un prodotto come il nostro, invece, ho qualche perplessità ulteriore. So che diversi settori merceologici, come l’abbigliamento, gli accessori, i gioielli, ormai fanno fatturati importanti, vendendo on line, ma non so se è così immediatamente trasferibile ai prodotti di architettura o arredamento. Sarà sicuramente un supporto per la comunicazione, di questo sono convinto. Ma la valenza del Salone del Mobile di Milano, e la relazione fisica, non li vedo sostituibili così facilmente. Tuttavia, vorrei concludere con una nota di ottimismo: io penso che dopo questa sosta forzata sapremo ripartire con il piede giusto, e che ci verrà in aiuto la creatività italiana, la nostra vera marcia in più.

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Dettaglio di una parete nella Qatar National LIbrary, realizzata da Lualdi

 

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